martedì 14 giugno 2016

I quarant’anni di “Via Paolo Fabbri 43”, il capolavoro di Francesco Guccini

La discografia di Francesco Guccini è ricca di album di notevole spessore, ma quello uscito nella tarda primavera del 1976 è in genere considerato il più rilevante. Proviamo a capire perché.

La data stampata sulla matrice del 33 giri marchiato EMI, numero di catalogo 3C 064 18188, recita “26 maggio”, e di norma le matrici non mentono. Del resto, proprio in questi giorni del 1976 “Via Paolo Fabbri 43” iniziava a scalare le classifiche nazionali con un’ascesa che si sarebbe arrestata al terzo gradino e, dunque, possiamo dirlo senza timore di smentita: il settimo lavoro di Francesco Guccini ha appena compiuto quarant’anni. Ed è uno splendido quarantenne, per citare Nanni Moretti, con buona pace di quanti reputano il cantautore emiliano – ritiratosi dalle scene musicali a fine 2012, con “L’ultima Thule” – superato, anacronistico, svincolato dalla realtà odierna. La vera Arte rimane però tale a prescindere dalle contingenze temporali e quella del “Burattinaio di parole”, come lui stesso si è definito, appartiene alla categoria e non sarà mai cancellata dalla storia maggiore della canzone italiana; al di là delle critiche più o meno pertinenti che sono state mosse alla sua voce di sicuro particolare o alla relativa staticità delle trame musicali, quella di Guccini è una figura che non ha reali termini di paragone, e i suoi testi – profondi sul piano sostanziale e ricercatissimi su quello formale, ma di una ricercatezza fra il colto e il popolare e qua e là persino ruvida – sono un inesauribile serbatoio di gioie… ebbene, sì: letterarie.

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Via Paolo Fabbri 43 (Audio)

venerdì 3 giugno 2016

35 anni fa ci lasciava Rino Gaetano: ecco un medley dei suoi successi

Un incidente stradale lo portò via a soli trent’anni il 2 giugno 1981 sulla via Nomentana, a Roma. Ci lasciò troppo presto Rino Gaetano. Fu poco capito tra gli Anni 70 e 80 e solo dopo la morte le sue canzoni trovarono il successo meritato. Oggi, a trentacinque anni da quell’incidente, rendiamo omaggio all’artista di origini calabresi e dalla voce ruvida con un medley dei suoi più grandi successi: da Mio fratello è figlio unico del 1976 fino a A mano a mano del 1981. Un viaggio nella memoria e nella buona musica di quegli anni.

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